Dal fuoco di Prometeo ai giorni nostri attraverso il tempo per raccontare storie di cibo e leggende legato ad esso. Non sarà un percorso canonico fatto di mestoli, cucchiarelle e pentole ma sarà un percorso magico, onirico pieno di aneddoti legati al cibo che, come un filo rosso, lega insieme l'umanità attraverso una connessione millenaria che ci ricorda del bisogno primario di ogni essere umano. Dal primo vagito all'ultimo respiro c'è la necessità di alimentare il nostro corpo ed è da questo bisogno primario che si snoda la grande avventura che riguarda l'umanità Quindi la nostra storia comincerà con un "C'era una Volta" come se stessimo parlando di una fiaba, antica, che racconta le vicende degli uomini e le conserva nello scrigno della memoria. Noi riapriremo questo scrigno mentre attraverseremo i millenni per onorare il più grande e immenso bisogno dell'uomo, non basta il sapere, non basta la ricchezza, non basta il potere c'è bisogno del cibo ...
La primavera si stava avvicinando e nonostante la pioggia fredda degli ultimi giorni si sentiva nell'aria il cambiamento della terra, la natura si stava lentamente risvegliando mentre si scrollava di dosso il sonno letargico dell'inverno. Si percepiva, sottile, un entusiasmo dei sensi, un palpitare di gioie sopite che man mano, tremolanti, si avviavano a nuova vita, ed era tutto un rifiorire di esistenza e di rinascita. I colori erano più forti mentre disegnavano, con la loro fulgida magia, i campi coltivati, l'erba destinata alla pastorizia riluceva di brina delicata, leggera e umida questa donava un'immagine di freschezza e un profumo pungente che arrivava alle narici prepotente, dalle stalle si udivano i "vagiti" dei vitellini che reclamavano le cure materne e gli alberi in fiore lanciavano profumi che inondavano l'aria con grazia delicata, quasi come un sospiro, quasi come un dono insperato. Era questa l'immagine bucolica che traspariva dagli occh...
Oggi pomeriggio, mentre stavo riponendo delle coperte di lana che avevo lavato approfittando del sole dei giorni scorsi, mi sono imbattuta in un bellissimo album di Alcantara che faceva capolino dall'anta dell'armadio, non era nel posto giusto ho pensato, come se ci fosse un mobile prestabilito per gli album, non lo ricordavo e così invece di continuare con la tediosa manzione casalinga ho sfilato il grande libro rosa sfumato, che quasi sfocia nel lilla, dal suo alloggio sbagliato per distrarmi dal noioso ruolo muliebre. È risultato morbido al tatto come bello agli occhi, ed era come uno scrigno prezioso di vecchia memoria perduto e poi ritrovato per caso, un portale che si è spalancato indietro nel tempo per rivelare sorrisi felici e attese speranzose, e lì, tra le gioie passate e vissute, le grandi assenze, quelle che fanno lacrimare l'anima e tremare il cuore con sussulti dolorosi, quelle che mai avresti voluto ammettere nella tua vita. Quanta nostalgia nello sfogliare ...
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