Una delle creazioni più gustose della cucina napoletana è il famoso sartu di riso, ma come è nato questo bellissimo piatto fatto con il riso in una città dove la pasta è regina? Heee, ed è proprio grazie ad una regina che il sartu è arrivato nel regno di Napoli, ed ora, con un piccolo salto indietro nel tempo, vi racconto la sua vera storia. C'era una volta... si perché le storie che parlano di Re, Regine, principi e principesse non può che cominciare così, con la formula magica che incanta e rapisce l'attenzione ma ora... Immaginate per un attimo un regno antico in una bellissima terra lontana lontana, piena di luce, suoni e lazzaroni, il regno di Napoli, le vie di questo regno erano antiche e grandi, lastricate di musica e postulati, i profumi del mare, che giungevano dal porto pungevano le narici e davano quasi la nausea alla giovane viaggiatrice che, con il naso nascosto in un fazzoletto di trine profumato di mughetto, guardava esterefatta e spaventata la gran conf...
Oggi pomeriggio, mentre stavo riponendo delle coperte di lana che avevo lavato approfittando del sole dei giorni scorsi, mi sono imbattuta in un bellissimo album di Alcantara che faceva capolino dall'anta dell'armadio, non era nel posto giusto ho pensato, come se ci fosse un mobile prestabilito per gli album, non lo ricordavo e così invece di continuare con la tediosa manzione casalinga ho sfilato il grande libro rosa sfumato, che quasi sfocia nel lilla, dal suo alloggio sbagliato per distrarmi dal noioso ruolo muliebre. È risultato morbido al tatto come bello agli occhi, ed era come uno scrigno prezioso di vecchia memoria perduto e poi ritrovato per caso, un portale che si è spalancato indietro nel tempo per rivelare sorrisi felici e attese speranzose, e lì, tra le gioie passate e vissute, le grandi assenze, quelle che fanno lacrimare l'anima e tremare il cuore con sussulti dolorosi, quelle che mai avresti voluto ammettere nella tua vita. Quanta nostalgia nello sfogliare ...
C'era una volta il re a Napoli, comincia così la storia della zuppa di cozze: Il portone del convento si apri' cigolando rumorosamente, il frate Domenicano che uscì nottetempo aveva un'espressione corrucciata, era sensibilmente infastidito e adirato con il suo re napoletano, non bastava che fosse egli stesso un lazzarone e che ci tenesse tanto a mischiarsi con la plebe ma addirittura andare a pesca con quei miserabili pescatori era troppo, non sapeva che era pericoloso? Ci avrebbe pensato lui a riportarlo sulla retta via, penso' Fra Gregorio mentre si tirava sul capo il cappuccio e si stringeva il mantello logoro attorno al corpo, nonostante la primavera faceva freddo quella notte, sembrava quasi che il gelo non volesse cedere il passo al tepore che arrivava in punta di piedi nel periodo pasquale. "Maronna mia accumpagneme tu" e con un frettoloso segno della croce, quasi fosse più un gesto aprotopaico che dettato dalla sua fede, il religioso, pingue nella su...
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