La primavera si stava avvicinando e nonostante la pioggia fredda degli ultimi giorni si sentiva nell'aria il cambiamento della terra, la natura si stava lentamente risvegliando mentre si scrollava di dosso il sonno letargico dell'inverno. Si percepiva, sottile, un entusiasmo dei sensi, un palpitare di gioie sopite che man mano, tremolanti, si avviavano a nuova vita, ed era tutto un rifiorire di esistenza e di rinascita. I colori erano più forti mentre disegnavano, con la loro fulgida magia, i campi coltivati, l'erba destinata alla pastorizia riluceva di brina delicata, leggera e umida questa donava un'immagine di freschezza e un profumo pungente che arrivava alle narici prepotente, dalle stalle si udivano i "vagiti" dei vitellini che reclamavano le cure materne e gli alberi in fiore lanciavano profumi che inondavano l'aria con grazia delicata, quasi come un sospiro, quasi come un dono insperato. Era questa l'immagine bucolica che traspariva dagli occh...
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